Monte Penegal (Cavareno)
10-km.pngNon erano dieci chilometri (l'aggiornamento in tempo reale mi segnala 9 Km), ma 1h e qualche minuto di uscita li equivalgono. Soprattutto quando parliamo di 440 m di dislivello tra partenza-vetta-arrivo. Oggi è giorno lavorativo ma Davide mi convince ad uscire nella pausa pranzo delle 12. Il cielo azzurro, qualche nuvola, aria fresca del Trentino, erba e prati verdi. Ma di un verde vivo, sano, leggero. Dopo qualche chilometro di macchina siamo alla partenza ai rifugi Malosco, già nostra tappa curinaria invernale. Niente asfalto nè cemento, ma solo sentieri di montagna veri che si snodano zigzagando tra gli alberi e gli spuntoni di roccia. Il fiato si fa subito pesante, visto che di falsipiani iniziali non c'è nemmeno l'ombra. Cerco di mantenere il passo di Davide e lo affianco per quasi tutta la salita. Passiamo da vialetti ciottolosi a sentieri solcati nel verde dei prati, da strade frastagliate dalle radici degli alberi a spianate che si aprono scappando dall'ombra degli abeti. Non sembra ma la salita spinge molto. I minuti si susseguono e in poco più di una quarantina raggiungiamo la vetta dopo qualche piccolo strappetto che mi costringe a piegarmi per qualche metro sulle ginocchia. Segue »

Lungo la strada incontriamo qualche arzilla coppia di pensionati in passeggiata che sorridenti ci salutano e qualche mandria di vacche al tranquillo riposo. Proprio la loro presenza ci costringe più di una volta a saltare o ad aprire i reticoli elettrici che ne delimitano il pascolo. Ma in vetta a 1760 m è uno spettacolo. L'altro versante della montagna è a strapiombo sulla Val d'Adige. Un'immensa piana solcata da fiumi e boschi capitanata da Bolzano. E noi siamo in cima, come due puntini che ci muoviamo sulla cresta. Dopo qualche minuto di panorama e di pausa riscendiamo a valle. La discesa è la parte che preferisco, ma i 21 Km di domenica più la salita di oggi li sento soprattutto nei glutei. Un po' di fastidio ma cerco di lasciare andare le gambe, anche se sono forse i piedi che soffrono di più scendendo con semplici scarpe da running invece che con scarpe da trial. Rimango stupito dalla ripidità (e rapidità) della strada, non me ne ero reso conto all'andata. Ripassiamo veloci tutti i riferimenti che la mia mente si era creata e con sorpresa passiamo affianco ad una mandria composta da una quindicina di bellissimi cavalli liberi che al nostro arrivo si aprono e corrono nitrendo per qualche decina di metri. Rimango quasi sbalordino e anche un po' impaurito vista la loro mole. Ma ce li lasciamo quasi subito alle spalle. Passo dopo passo ritorniamo sempre più in basso fino alla macchina.
Correre con certi paesaggi ha tutt'altro senso. Non conta più il cronometro, la velocità, l'allenamento quanto la voglia di essere su un prato e sentirsi parte di tutto quello che ti circonda. Lontano dal rombo di motori, lontano dalla frenesia della gente, lontano dai colori pallidi dell'estate della pianura.
Pubblicato Mercoledi 08 Luglio 2009 - 15:18 (letto 353 volte)
Comment Commenti? Print Stampa



Le ultime notizie relative a questo argomento

Read Forma cercasi (16/09/2011 - 20:16) letto 351 volte

Tutte le notizie relative a questo argomento
10-km.png
Calendario
Data: 16/07/2020
Ora: 19:50
« Luglio 2020 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31
Facebook


Sondaggio
Nessun sondaggio attivo in questo momento:
vecchi sondaggi

Cerca
Ricerca parole o frasi all'interno del sito.

Login





Non sei ancora registrato?
Registrati ora!
Recupera password

Utenti
Persone on-line:
0 amministratori
0 utenti
1 ospiti

Statistiche
Visite: 520236
» Vai